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5 ottobre 2014-31 gennaio 2015


UN AFFASCINANTE LABIRINTO
STORIA PER IMMAGINI DELL’ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA


Mostra documentaria e fotografica a cura di Salvatore Alongi e Valentina Gabusi

In collaborazione con "Il Chiostro dei Celestini. Amici dell'Archivio di Stato di Bologna"


Arca, tabulario, scrigno. Ma anche buca, cimitero, deposito. Nel corso dei secoli i luoghi che conservano la documentazione archivistica sono stati individuati con diversi nomi: alcuni di essi evocano alla mente immagini di posti meravigliosi e impenetrabili, custodi di preziosi tesori delle epoche passate; altri suggeriscono invece l’idea di passaggi stretti e angusti dove prevale un polveroso e umido disordine.

Il termine che però, forse più di tutti gli altri, l’immaginario collettivo accosta alla nozione di archivio è labirinto. Esso esprime pienamente il concetto del luogo impervio ma seducente, dove il dinamismo e l’arguzia del singolo, uniti a una discreta dose di aiuto esterno, risultano determinanti per venire a capo di un’impresa solo apparentemente insuperabile.

L’archivio dunque come un “affascinante labirinto”, dove grandi quantità di documentazione vengono gelosamente custodite, sapientemente interpretate ed infine liberamente fruite.

Gli archivisti e tutti coloro i quali a vario titolo operano all’interno dell’istituzione sono eredi e portatori di una lunga tradizione di conoscenze e di prassi che li qualifica come custodi e mediatori della documentazione. Essi posseggono difatti gli strumenti per addentrarsi e districarsi nei suoi percorsi interni, disseppellire e illustrare le testimonianze di un passato più o meno remoto, e metterle a disposizione degli studiosi, che le interpretano e commentano nelle loro ricerche.

Da 140 anni l’Archivio di Stato di Bologna rappresenta il luogo d’incontro di queste diverse figure. A loro è dedicata questa mostra: essa propone al visitatore una ricostruzione per immagini degli spazi esterni e interni dell’Archivio, delle loro destinazioni d’uso, degli arredi e delle suppellettili, per mostrare in modo concreto quali sono e come sono cambiati nel corso del tempo non solo gli ambienti ma anche le modalità di lavoro e le professionalità all’interno dell’Istituto.

Accanto alla ricostruzione storica non poteva quindi mancare uno sguardo all’Archivio com’è oggi, restituito al visitatore attraverso una serie di fotografie scattate nel corso del 2014 che documentano la quotidianità della vita dell’Istituto, colta nei suoi vari aspetti, anche quelli solitamente invisibili al pubblico, per mostrare cosa accade tutti i giorni oltre la soglia della sala di studio.

 

Informazioni: 051223891/051239590 |  as-bo.comunicazione@beniculturali.it