Immagine

Il casellario centrale giudiziario dello Stato segnala alla data del 1894 un numero di donne definite anarchiche o sovversive particolarmente elevato nella regione Emilia Romagna. Analogamente sappiamo che tra Otto e Novecento, la fede socialista, in virtù delle sue valenze umanitarie, è piuttosto diffusa tra gli appartenenti alla professione medica.

Giuseppina, detta Peppina, Cattani rientra perfettamente in questo quadro statistico. Nata ad Imola, da famiglia di umili condizioni, ma di grande apertura culturale, sarà la prima donna a far parte della Società medicochirurgica di Bologna e la seconda dello stato italiano, dopo Montessori, ammessa all’insegnamento universitario (Patologia generale) e collaborerà alla scoperta del siero antitetanico, insieme al suo maestro Tizzoni. I rapporti del Gabinetto di Prefettura la associano al socialista Pascoli quando lui è insegnante al ginnasio bolognese e lei ancora una liceale “di ingegno svegliato, modi squisiti, condotta specchiata”. Sappiamo inoltre che insieme a Matilde Desalles la Cattani si dedica all’assistenza dei compagni in molteplici circostanze e recapita libri e indumenti ai carcerati, come avverrà con lo stesso Pascoli.

Cronache e foto d’epoca ci restituiscono l’immagine di una giovane donna di sguardo fermo e composta bellezza: bellezza che verrà deturpata dalle infezioni contratte negli esperimenti di laboratorio e che la costringeranno ad abbandonare l’insegnamento.

Si spegnerà ad Imola, nel cui ospedale già dal 1897 era stata chiamata a lavorare da Andrea Costa, in seguito agli effetti della pratica sperimentale nel laboratorio di radiologia.

È il 1914: alla vigilia di una guerra devastante, i protagonisti di una fase irripetibile della storia sono quasi tutti morti e un ciclo dell’internazionalismo si conclude.


Didascalie

1. Nota 2045 della Questura di Bologna del 24 agosto 1878: ragguagli su alcuni individui segnalati dal Ministero dell’Interno come affiliati alla setta internazionale, tra cui figurano Giuseppina Cattani e Giovanni Pascoli. “In quanto alla Cattani Giuseppina, Liceo, tratterebbesi di una giovane bolognese di anni 18 che percorre con successo la carriera degli studi e conta nel venturo anno scolastico farsi iscrivere nella facoltà di Medicina in questo Patrio Ateneo ... Dell’ingegno svegliato e pronto di costei ne parlarono i periodici bolognesi, tessendone l’elogio anche per la squisitezza de’ modi e per la specchiata condotta sua. Che sia affiliata all’internazionale, o che nutra idee socialiste non mi par dato constatarlo; quel che è indubitato si è che d’essa trovasi in rapporti col socialista Pascoli Giovanni. Infine per quanto riguarda il segnalato Passati Giovanni, Porta Ginnasio, non vi è dubbio che con questi appellativi siasi voluto riferire al predetto Pascoli Giovanni che è professore supplente in questo Ginnasio comunale. Il Pascoli pertanto negli anni 1873, ‘74 e ‘75 fu fra quegli studenti del corso filologico che più si distinsero in questa Università e come tale fu sussidiato dal Comune di Bologna con annue lire seicento. Allievo ed intimo del Prof. Carducci per alcun tempo professò principii di puro repubblicanismo mazziniano, ma poi abbracciò le idee socialiste nelle quali lo si vuole infirmato”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 447.

2. Fotografia di Giuseppina Cattani.

3. La Professoressa Giuseppina Cattani e l’Internazionale, articolo di Gian Battista Lolli, in «La Lotta», 20 dicembre 1914.

4. Nota 2504 della Questura di Bologna del 24 ottobre 1878: riunione dei capi-gruppo della Federazione Bolognese all’Osteria del Sole, in cui “nell’intento di veder modo che come in Firenze a Bologna pure sorga e si costituisca un gruppo di donne, fu abusivamente ammessa … la Violetta dall’Alpi amante del noto Andrea Costa, preconizzata di già a capeggiare quelle donne che saranno per condividere con Essa le massime ed i propositi tutti dell’Internazionale”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 447.

5. Nota 2735 della Questura di Bologna del 3 dicembre 1878: riorganizzazione dei gruppi della Federazione Bolognese, che vengono elencati in un prospetto con i nomi dei rispettivi capi e il numero degli appartenenti. Da notare il gruppo B, con a capo Violetta Dall’Alpi, costituito da sei donne. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 447.

6. Manifesto dell’Associazione Internazionale dei lavoratori Federazione Italiana. Le sezioni femminili di Napoli e di Romagna a tutte le operaie d’Italia. Allegato alla nota 1097 della Prefettura di Napoli del 4 maggio 1879. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 449.