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Il 15 novembre del 1873 Giovanni Pascoli, dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il liceo di Cesena, si trasferì a Bologna per sostenere un concorso a sei posti per l’assegnazione di una borsa di studio all’Università (facoltà di Lettere e Filosofia). Il tema della prova scritta: Dire delle opere di Alessandro Manzoni, era stato assegnato da Carducci, che figurava tra gli esaminatori. Pascoli ottenne il sussidio comunale, che ammontava a 600 lire annue, classificandosi al primo posto.
In questo contesto si situa la conoscenza tra il giovane studente e Andrea Costa, il quale si era iscritto tre anni prima nella medesima facoltà come uditore, ma è più probabile che l’incontro tra i due, che coincise con l’adesione del Pascoli all’Internazionale, debba essere retrodatato al 1872.
L’impegno politico, intensificatosi negli anni 1876-1877, fu forse la causa dell’abbandono degli studi, interrotti da Pascoli tra la fine del 1875 e l’inizio del 1880. In questo lasso di tempo egli si dedicò ad un’intensa attività giornalistica, la cui prima traccia si trova sulle pagine del numero inaugurale della rivista «Colore del Tempo» (6 maggio 1876), dove, con lo pseudonimo di Gianni Schicchi (il folletto dantesco di Inferno XXX, 32-33), stilò un “programma utopico” indirizzato Ai lettori e sottotitolato Fantasmagoria.
Nel 1876, dopo il processo contro Costa e gli altri internazionalisti seguito al fallito moto dell’8 agosto 1874 nel Bolognese, Pascoli soppiantò, secondo quanto riferisce Gian Battista Lolli in un articolo apparso sul «Resto del Carlino» del 1912, nella carica di segretario della Federazione bolognese dell’Internazionale, l’amico Alceste Faggioli, il quale era partito volontario per partecipare alla guerra serba contro la Turchia, e che morirà di tisi nel 1881.
Per l’amico scomparso Pascoli scrisse un manifesto, censurato dalla polizia, che circolò in 5000 copie, di cui un originale superstite è conservato tra le carte della Prefettura (qui esposto nella mostra); nel corso della commemorazione funebre, lo stesso Carducci parlò sul feretro e dettò il testo della lapide.  
Nel mese di gennaio del 1877 Pascoli collaborò, al fianco di Andrea Costa, alla redazione e diffusione del «Martello», organo della Federazione bolognese dell’Internazionale, che sarà sequestrato a breve distanza di tempo, a séguito di una vibrante invettiva contro il Ministro dell’Interno Giovanni Nicotera.
Nel corso del 1878 Pascoli intensificò il suo impegno politico, come si evince dalle numerose segnalazioni rinvenute fra i documenti della Prefettura, e ciò rischiò di compromettere la sua supplenza presso il Ginnasio Comunale Guido Guinizelli (il futuro Galvani). Incarico propiziato dall’interessamento di Carducci, cui il preside del ginnasio indirizzò nel mese di marzo di quell’anno diverse missive in cui lamentava la latitanza di Pascoli come professore supplente.


Didascalie

1. Diploma di licenza liceale, Cesena, 24 novembre 1873. Archivio Storico dell’Università di Bologna.

2. Regia Università di Bologna, Esame per l’ammissione al corso della facoltà filologica, 15 novembre 1873. Archivio Storico dell’Università di Bologna.

3. Regia Università di Bologna, Iscrizione al corso di belle lettere, anno scolastico 1873-74. Archivio Storico dell’Università di Bologna.

4. Nota 1546 del Ministero dell’Interno del 22 aprile 1876: Ambrosini Pietro dichiara di voler pubblicare il periodico umoristico «Color del tempo». Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 262.

5. Ai lettori (Fantasmagoria) di Gianni Schicchi (G. Pascoli), in «Colore del tempo», a. I, Bologna 6 maggio 1876. La rivista contiene anche la segnalazione del romanzo sociale di Gianni Schicchi I dinamisti, mai pubblicato. Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Biblioteca di San Giorgio in Poggiale.

6. Il processo contro Costa e gli altri internazionalisti coinvolti nel fallito moto dell’8 agosto 1874 a Bologna (che si concluse con l’assoluzione nel luglio del 1876) fa da sfondo alle prime attività editoriali di Pascoli. Archivio di Stato di Bologna, Tribunale correzionale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 2638/1874.

7. Nota 505 della Questura di Bologna del 26 febbraio 1877: riunione di internazionalisti all’Albergo Bologna, in cui “prese la parola un giovane studente romagnolo [quasi certamente identificabile con lo stesso Pascoli] ... di cui finora non si conoscono il cognome e il nome perché intervenuto ieri per la prima volta nella società: Il suo discorso verteva sulla religione, sul ricco e sulla polizia e fanatizzò gli astanti in quanto che dimostrò la necessità di dover preferire la rivoluzione attiva alla morale”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 291.

8. Pascoli internazionalista, articolo di Fulvio Cantoni che contiene una lunga digressione di Gian Battista Lolli, sull’esperienza di Pascoli nelle file dell’Internazionale socialista, in «Il Resto del Carlino», 6 aprile 1912.

9. Nota 1496 della Questura di Bologna del 9 luglio 1878: riunione all’Osteria del Sole per la costituzione definitiva della Federazione Bolognese (sciolta dalle autorità in seguito ai moti di San Lupo). Pascoli, proposto come segretario per la corrispondenza per l’estero, rifiutò l’incarico, assegnato poi al Cecchini. Si trattava di un incarico tra i più impegnativi all’interno dell’organizzazione per la mole di lavoro che comportava. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 446.

10. Nota 2264 della Prefettura di Forlì del 29 novembre 1878: a proposito di alcuni progetti rivoluzionari viene indicato come “organizzatore capo dell’azione ... [un] certo Pascoli, studente, assistente del Professor Carducci ed amico intimo del Costa”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 447.

11. Nota 2699 della Questura di Bologna del 8 dicembre 1878: Pascoli, individuato come membro del gruppo A, accetta di compilare il manifesto sovversivo della Sezione bolognese e pare intenzionato a pubblicare un giornale socialista. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 447.

12. Nota 179 della Questura di Bologna del 25 gennaio 1879: riunione dei capi-gruppo in vista “della fondazione di un giornale socialista, la direzione del quale ... verrebbe assunta dal noto Professore Giovanni Pascoli”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 448.

13. Nota 559 del Ministero dell’Interno del 30 gennaio 1879: il Prefetto Dirigente si interroga sull’opportunità “di rappresentare al Signor Sindaco la sconvenienza di mantenere al posto di insegnante in un istituto comunale un individuo [Giovanni Pascoli] di principi ‘contrari’ non solo alle istituzioni dello Stato, ma ben anche ad ogni ordine sociale”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 448.

14. Nota 661 del Ministero dell’Interno del 3 febbraio 1879: Pascoli è indicato come personaggio da sorvegliare strettamente “per impedire la stampa e la diffusione di manifesti sediziosi e qualsiasi altro atto o fatto contrario alle Leggi dello Stato”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 448.

15. Nota 579 della Questura di Bologna del 15 marzo 1879: nell’ambito di una nota relativa ad una riunione degli internazionalisti presso Borrello nel Cesenate, emerge la circostanza della stretta sorveglianza a cui era sottoposto Pascoli, il quale “è solito abbandonare Bologna tutte le settimane nella sera del sabato per fare ritorno infallibilmente il lunedì mattina colla prima corsa ferroviaria: fuori di queste brevi e regolari assenze la sua permanenza in questa città è costante, pel fatto che egli deve compiere gli obblighi assuntisi quale professore supplente nel Ginnasio Comunale. Tenuto quindi calcolo delle circostanze suddette, non che delle assicurazioni avute da persone di fiducia e dal funzionario ed agente di P.S. addetti alla ferrovia, le quali escludono che il Pascoli sia partito da Bologna nel 20 febbraio, che ricorreva in giovedì, conviene ritenere insussitente la notizia riportata al Ministero, che cioè il Pascoli in detto giorno possa aver assistito alla riunione del Borrello”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 449.

16. Nota 1242 della Questura di Bologna dell’8 maggio 1879: nel contesto di un’informativa che riguarda la diffusione del manifesto redatto a nome delle sezioni femminili dell’internazionale di Napoli e di Romagna, che coinvolgerebbe alcune figure femminili tra cui Violetta dall’Alpi, Giuseppina Cattani e Adelina Gabusi, emerge un riferimento a Giovanni Pascoli, definito “gregario influentissimo del partito”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 449.